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"Tie(d)"

Si dovrebbe rivalutare la cravatta come accessorio femminile, portata bene, serrata su una camicia strech, magari con il collo alto a due o tre bottoni che fa tanto "fashion"... forse sto correndo troppo, ma non ho molto altro da fare in questo momento.

Ieri:

Giornata uggiosa, stanca e senza stimoli in questa stagione di mezzo, nè inverno, nè estate mi stavo tenendo occupata con il riordino di una serie di articoli di quella chiamiamo "cronaca di contorno", una specie di riempitivo dei giornali nei periodo in cui non c'è nulla da pubblicare. Quando sento una sorta di formicolio, chiamatelo come volete, sesto senso o acume tutto femminile. Ritorno al faldone di articoli che avevo svogliatamente sfogliato da quasi un'ora, quando trovo finalmente, ecco! Un articolo strano su una segretaria che in overworking era stata trovata ben impacchettata dentro uno schedario. Di per sè la notizia stuzzicava magari qualche vero amante del fetish come stupidamente recensiva al cronista, ma il mio sesto senso era in formicolio. Tutto liquidato in qualche erotica e strana pratica fra la segretaria ed il suo capo, ma ripesco un altro articolo, stesso tono, giornale diverso, stavolta una teacher di una scuola privata, anch'essa ben impacchettata, trovata dentro un armadio.... Hmmm... foto dell'insegnante, foto della segretaria, foto, foto, fotofotofotofoto... Per poco non casco dalla sedia, esiste un legame, segretaria aspetto formale, gessatino, gonna camicia bianca ben accollata, una stretta cravatta nera; insegnante, aspetto austero capelli raccolti, la divisa della scuola, completo grigio, camicia bianca bottomdown e cravatta regimental. "Internet!" apro la famigliare pagina del motore di ricerca e digito le tre magiche parole: camicia, cravatta e bondage ... schiaccio il bottoncino ed ecco che si aprono una serie di pagine, elimino al momento quelle dichiaramente per i lover e mi concentro invece su quelle dei quotidiani. Strana equazione: - hostess divisa in hogtied dentro una valigia all'aeroporto di Ropeville - receptionist di albergo divisa e splendida seduta nella lounge con nodi inestricabili - le due note bondagette di cui sopra - addirittura un poliziotto o meglio poliziotta trovata sospesa su un lampione.
Mappa della città, aeroporto, hotel nell'hinterland, scuola privata fuori mano, ufficio in periferia, poliziotto, una spirale in avvicinamento verso ... Ropeville.
Tielover! Ovunque tu sia non mi sfuggirai, sono elettrizzatissima, ti attirerò come una mosca sul miele, come solo Liv sa fare!!!
Piano d'azione: via gli articoli, ho di meglio da fare ovvero... shopping!
La nota spese del giornale soffrirà, ma ho nell'ordine un completo da fantino inglese, scelto accuratamente in un negozio specializzato, due completi nuovi che mi fasciano alla perfezione e giusto per non mancare un qualcosa back to school giusto per stuzzicare.
Miei cari, la vostra Liv mica abbandona il suo latex, diciamo che da grande attrice quale sono, sto impersonando una parte. E come ogni buona attrice, voglio il mio piano stampa.
Scott, il fotografo del giornale, mi deve un paio di migliaia di favori, quindi via un bel servizio.
Sotto le luci di uno studio di posa improvvisato mi rendo conto di quanto siano eccitanti gli stivali da fantino, se poi accompagnati dal frustino, una giacca giustamente sciancrata in vita e questa camicia chiusa con due bottoni sul collo a completare una cravatta bianca doppio nodo windsor e spilla.
Il collo è rigido e devo tenere la testa forzatamente in alto forse ho stretto un po' troppo ma mi sento pervasa da una specie di bollore.
Concentrazione.
Cambio di scena immagine dell'ufficio con me al lavoro in completo tre pezzi, senza giacca, cravatta a pois e tessuto scozzese, giornalista da assalto, manca pipa e toppa di feltro ai gomiti, anche qua un piccolo turbamento, il completo su misura guardando le foto sembra esaltare le forme e accollatissima ancora e chiusissima sembra nel celare aumentare ogni gioia di scoperta.
Le foto in stile college sono quelle più divertenti: gonne plissettate, camicie bianche senza maniche e strette regimental.
Guardo il servizio chiedendomi se LUI prova le stesse sensazioni... Ok! Trappola pronta adesso la posiamo.
Con il caporedattore in ferie non è difficile fare aggiornare la foto sulla mia rubrica con quelle di Scottino, come pure faccio da sola nell'aggiornare la mia homepage personale.
Manca l'ultimo tocco, in una presentazione interna per un articolo da pubblicare domani volevano una mia foto "in action" ed eccola qua! Gessato, trench e cravatta da cronista che nemmeno Loislane anni '50. IRRESISTIBILE! Devo essere sua.
Il surmenage di questi due giorni mi ha veramente stancato oggi rincaso presto, presa dal mio personaggio oggi mi sono presentata al lavoro in gonna e giacchettina nera a doppio petto, camicia accollata e chiusa ed una cravatta con un nodo grossissimo di colore blumare; ho persino trovato un paio di graziosi gemelli di abbinare.
Lascio la borsa e gli occhiali da sole all'ingresso l'appartamento è al buio mi avvicino alla luce ma ... accidenti eppure la bolletta l'ho pagata! Poi succede tutto mi afferra e mi trovo faccia a terra, unf, sento scattare un paio di manette intorno ai polsi tenuti dietro la schiena, non faccio in tempo a girarmi, la mia bocca spalancata in un "oh" di sorpresa è prontamente riempita con un fazzoletto di seta (buon gusto), gemo e tento di divincolarmi ma la posizione non aiuta.
Sollevata mi trovo sopra uno sgabello, credo mi osservi in penombra, provo a gemere ancora poi sento un familiare suono di nastro adesivo. Il fazzoletto viene fissato con due pezzi incrociati di nastro e un altro fazzoletto di seta a coprire il tutto da sotto il mento al naso. Per quanto gema stento io stessa a sentire i miei lamenti.
Seconda fase: sento un click, come della serratura di una ventiquattr'ore, mi libera le mani, le manette erano solo un modo sommario per immobilizzarmi, meglio parecchi giri intorno ai polsi di corda di cotone, passa alle braccia tirate all'indietro gomito contro gomito, quindi la corda fatta passare più volte sensualmente intorno al tronco sopra e sotto i seni, lunghissima; dalle spalle fino al giro della vita annodata più volte sul davanti in un nodo impossibile da sciogliere. Ancora corda. Parte dalle caviglie con lunghi giri sensuali, fino alle ginocchia ed alle cosce appena scoperte dalla gonna incrociando nei punti giusti in modo che restino ben fissate al loro posto. una legatura ben stretta ma decisamente non scomoda.
Mi rimira per un po' come un artista alle prese con una sua opera, resto in silenzio poi si avvicina e inizia a sistemarmi il nodo della cravatta tirandolo perfettamente e lisciando la seta e sistemando accuratamente camicia e giacca ben strette dalla corda. Tento di chiedergli "chi sei ?" ma il suono che riesco a emettere è solo un debole "hmmmm" zittita come sono.
Mi abbaglia con il flash della foto di una piccola digitale come fossi un trofeo, la cosa mi fa innervosire eppure c'è un misto di sensazioni, la costrizione del vestito, della cravatta, della camicia chiusa ed accollata unito a quello dei legacci mi fa quasi girare la testa. Mi lascia così al centro della stanza, richiudendo la valigetta ed andandosene, chiude la porta lentamente ma prima mi ha dato un bacio lieve su una guancia.

Caro Tielover, ci rivedremo presto ... parola di Liv!

 
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