
“Signor
luogotenente Karamazov, vi devo dichiarare che siete accusato
di avere ucciso vostro padre, Fedor Pavlovic Karamazov, che è
stato assassinato questa notte…”. Avevo appena finito
di leggere lo stupore negli occhi del protagonista Mitja, che
un piccolo bigliettino ripiegato, mi cascò sulle gambe
strette nella minigonna e fasciate fino al ginocchio dagli stivali
neri. Il pezzetto di carta era nascosto a pagina 77 del secondo
volume de "I fratelli Karamazov", in un'edizione rara
e ingiallita del '29. L’avevo iniziata a leggere seduta
su uno degli sgabelli di legno della Biblioteca di Ropeville.
Amo quegli sgabelli: li regolo alla giusta altezza per accavallare
le gambe e tenere in busto bene eretto. "Settore cucina,
scaffale 3, libro: ‘I segreti del cioccolato’ il 27
marzo alle 21,21" era stato scritto sul foglietto. L’appuntamento
era per oggi. Un vero colpo di fortuna. Sapevo da tempo che esisteva
un losco traffico di cosmetici testati brutalmente sugli animali.
I preziosi trucchi venivano contrabbandati attraverso alcuni volumi
nascosti in mezzo ai libri disponibili nella biblioteca. Volumi
che non comparivano nelle liste ufficiali ovviamente. All’interno
erano scavati per contenere rossetti, fard e fondotinta che erano
costati la vita a tanti innocenti animaletti.