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Baby
sitter in action!
Da
qualche giorno, incredibile ma vero, la vita a Ropeville
scorreva tranquilla, fin troppo tranquilla… soprattutto
per lei, che viveva quotidianamente di emozioni e avventure
ad alto rischio, a cui era veramente legata(..).
Per evitare di essere coinvolta dal giornale in una di quelle
noiosissime inchieste sulle mode della gente o, peggio ancora,
sul gossip cittadino, argomenti a lei ben più odiati
rispetto a quelle situazioni scomode in cui era solita trovarsi
(ma le odiava, poi?), Liv Latexale, stupendo tutti i suoi
colleghi, forse per la prima volta da quando era arrivata
in quella cittadina che solo a prima vista sembrava piatta
e tranquilla, aveva chiesto una settimana di ferie, del
resto più che meritata.
Cosa fare in quei sette giorni? Chiudersi in casa per dedicarsi
alla sua seconda passione, la cucina, cui concentrava i
pochi momenti in cui il crimine la lasciava libera(..)?
Piazzarsi, come una qualunque casalinga disperata, davanti
alla tv a scofanarsi di schifezze? Oppure, perché
no, finalmente concedersi un bel viaggetto lontano da tutto
e da tutti, verso qualche meta sconosciuta, nella recondita
speranza di imbattersi in qualche scottante intrigo per
il prossimo scoop? Queste cose pensava quando suonò
il campanello. Chi poteva essere? Forse qualche novità
in vista,sperava mentre andava ad aprire… invece,con
molta delusione, scoprì che la scampanellata era
da attribuirsi a Edna, la sua vicina d’appartamento;
divorziata, con un figlio a carico, che incontrava spesso
la mattina quando usciva per recarsi in redazione. Un bel
frugoletto però, forse, un po’troppo timido,
che arrossiva ai suoi sorrisi. La madre, invece, non le
aveva fatto mistero fin dall’inizio di provare una
mal celata antipatia nei suoi confronti, pur non mostrata
ai quattro venti. Semplice becero perbenismo che non sopportava
il suo lavoro? Invidia per la fama e il successo che si
era ritagliata? I motivi potevano essere tanti, ma non ci
aveva mai voluto fare caso più di tanto.
“Buonasera miss Latexale…. scusi il disturbo,
ma….avrei bisogno di chiederle un favore.”
Un favore a me? Pensò Liv? D’istinto le avrebbe
chiuso la porta in faccia, ma sarebbe stato davvero troppo
scortese, anche se con lei un’eccezione si poteva
fare. Ma per non fare una brutta figura “Prego, mi
dica”.
“Ecco…ho appena ricevuto una chiamata dall’ospedale(era
infermiera) per un’emergenza…. devo proprio
andare, però… non saprei a chi lasciare Matthew….
mia sorella è fuori città, i Dogber (la coppia
di anziani inquilini che abitavano sotto di lei) lo spaventano
e Alfred (il portiere) non può certo fare il suo
lavoro e guardare il bambino al tempo stesso… per
questo… mi perdoni la maleducazione… volevo
chiedere se, solo per stasera, potesse….”.
Come? Il terrore dei criminali di Ropeville…. babysitter?
Istintivamente avrebbe detto no, però….diamine,
che cosa poteva succedere? Era solo per una sera, non aveva
proprio niente da fare e, soprattutto…. che problemi
poteva crearle quel piccolo paffutello con gli occhiali,
che pareva avere difficoltà a comunicare col mondo
intero? Accettò senza problemi, e del resto, anche
se non lo dava molto a vedere, adorava i bambini (ma ad
averne di suoi, per il momento,non ci pensava proprio..).
Edna fu molto grata, avrebbe voluto addirittura pagarla
per il disturbo, ma lei rifiutò; dopotutto, era un
piacere che faceva molto volentieri.
Così, una volta cambiatasi (non poteva certo presentarsi
con la longuette di latex!), con jeans e maglietta, eccola
catapultata in un ruolo decisamente inconsueto; dai feroci
delinquenti che infestavano le strade della città
a un mansueto bambino da accudire…. beh, in fondo
non le costava nulla…almeno avrebbe fatto ricredere
la vicina, semmai avesse avuto pregiudizi su di lei.
Matthew, poco più che otto anni, era il classico
ragazzino che nei film era il bersaglio dei bulletti della
scuola; mingherlino, occhiali sul viso, sicuramente molto
bravo tra i banchi, ma non altrettanto nel comunicare con
gli altri. Però quella sera sembrava a dir poco su
di giri, alla notizia che quella conturbante vicina che
quando incontrava per le scale gli sorrideva affettuosamente,
sarebbe stata sola soletta con lui….”magari”
pensava divertita Liv “sarò la sua prima conquista…”.
Come da prassi, quando la mamma lascia il bambino a casa
con la babysitter, le solite raccomandazioni Edna fece prima
di recarsi al lavoro: non apra agli sconosciuti, non faccia
uscire il bambino di casa, non gli dia cose pesanti da mangiare,
non lo faccia andare a dormire troppo tardi…. Va bene
che quello non era il suo mestiere, ma certe cose sono più
che elementari con i bambini!
Quando Edna finalmente se ne andò, Matthew parve
davvero più che contento…. come se non vedesse
l’ora di avere tutta la casa per lui…. e per
la sua inaspettata ospite ovviamente.
Edna aveva consigliato a Liv di far vedere al bambino alcuni
dvd di cartoni che a suo dire gli piacevano molto,che non
avrebbero impiegato molto a farlo addormentare. Tutto sommato
poteva anche andar bene così,una serata di assoluto
relax…peccato,però,che quando la nostra intrepida
reporter chiese al bambino quale avrebbe preferito vedere,
la sua reazione non fu così contenta come Edna aveva
lasciato suppore.
“Non mi va di vedere i cartoni?”
”No?” rispose Liv sorpresa.
“Ormai li conosco a memoria…e sono davvero noiosi!”
Accidenti, pensò, meno male che per la madre li adorava..
“E allora vuoi vedere qualcos’altro in tv?”
”No…”
“Beh,se non vuoi vedere la tv,allora…cosa vuoi
fare prima di andare a dormire?”
”Voglio giocare.”
A dispetto di quanto aveva supposto inizialmente, non sarebbe
stata poi una serata così riposante…vabbeh,
che c’è di male? Pensava Liv.
“E a cosa vorresti giocare?” Cercò di
pensare, scavando nella memoria della sua infanzia, a qualcosa
che potesse divertire il pargolo, che invece aveva già
le idee molto chiare su come passare una divertente serata…
“Voglio giocare al bandito!”
Liv fu spiazzata. Che razza di gioco era questo? I delinquenti,i
banditi, erano il suo lavoro, ma come gioco non aveva la
più pallida idea di che cosa si trattasse…
forse avrebbe dovuto interpretare il ruolo della commessa
di un negozio a cui lui, con le pistole giocattolo, avrebbe
portato via l’incasso?
Ma Matthew, sorprendendola ancor di più, continuava.
“Voglio giocare al bandito che tu segui!”
Aveva capito bene? Il ragazzino timido e silenzioso….
cosa aveva intenzione di fare?
Per farle capire meglio cosa intendesse, Matthew la portò
nella sua stanza,alla scrivania vicino al suo lettino. Liv
credeva che ci avrebbe trovato cose da bambini tipo pupazzetti,
figurine, e invece… rimase di sasso! C’erano
ritagli del “Ropeville Chronicle”, accuratamente
inseriti in un album… ed erano tutti i suoi articoli!
Che ci facevano lì? E soprattutto…Edna lo sapeva.
“Ma sono tutti tuoi?” gli chiese stupita
“Si.”rispose,tornando timido come prima. “li
colleziono da tanto...”
Come era possibile,pensava? Edna non era certo una lettrice
del suo quotidiano,tanto meno dei suoi articoli…permetteva
invece al figlio di leggerlo?
”La mamma non me lo vuole comprare” spiegò
sibillino il piccolo, a quanto pare meno sprovveduto di
quanto potesse dare a intendere “e allora io, con
la paghetta che mi dà, me lo compro di nascosto dal
giornalaio che sta vicino alla scuola, prima di entrare
in classe.” Hai capito il furbetto? “Mi piacciono
tanto le storie che scrivi, dei criminali che insegui, che
ti catturano e che poi tu fai arrestare…” Che
tenero! Pensava Liv che però non si stava ancora
rendendo conto in che pasticcio si stava per ficcare…
“Mi fa piacere,tesoro,che ti piacciono..”gli
disse dandogli un bacino sulla fronte; il piccolo però,
continuando,le disse,facendole segno di abbassare la testa,
in modo di essere alla sua altezza
“Si?”fece Liv divertita
“Però..mi prometti una cosa?”parlando
a bassa voce
“Dimmi”sussurrò, e lui le mise la manina
sulla bocca….”non dirlo a mamma… se no
si arrabbia tanto” “Liv,indietreggiando, scoppiò
a ridere “puoi stare tranquillo” si mise la
mano sul cuore, sempre più divertita “sarà
il nostro piccolo segreto, e tu da oggi sarai il mio fan
preferito”.
“Allora…”continuò il bambino, che
sembrava col passare dei minuti sempre più agitato
come se stesse per succedere qualcosa che aspettava da tanto…
“ti va di giocare?”
”Va bene, però non ho capito ancora cosa vuoi
fare.”
“Voglio fare il bandito che tu segui per fare un articolo
del tuo giornale, che ti scopre e ti cattura!”
Liv fu sorpresa,e a dire il vero cominciava ad essere perplessa…
ancora non aveva capito che ormai da quella situazione non
poteva più scappare… e tra poco davvero non
avrebbe avuto via d’uscita.
“E come vorresti catturarmi?” gli disse sempre
sorridendo.
“Come fanno i banditi, no? Ti legano,ti imbavagliano
e ti lasciano sulla sedia”
Però, pensava….mica sprovveduto il piccolino.
In fondo per lei era una cosa più che normale, quelle
situazioni erano il suo pane quotidiano e del resto farlo
per gioco con un bambino era decisamente meno pericoloso
che trovarcisi perché nelle mani del malvivente di
turno.
“Okay” disse Liv, che parve improvvisamente
riacquistare un po’di lucidità “però
non mi legare troppo stretta.”
”Promesso” stavolta fu lui a mettersi una mano
sul cuore,tenendo però l’altra dietro la schiena
(chissà perché….)
“Bene… allora, piccolo bandito… adesso
sono il tuo ostaggio…”
”Aspetta…mettiti la tua tuta nera.”
”Come?”
“Così vestita non mi piaci…. voglio catturarti
come ti catturano i banditi!”
Accidenti, alla faccia della serata tranquilla….pure
la longuette! Comunque, pensando che la cosa si sarebbe
risolta subito, in pochi minuti, non era certo un problema
uscire un momento, andare nel suo appartamento, indossare
il latex e rientrare… ci sarebbe voluto davvero poco
anche per ritornare a cambiarsi una volta che il pupo si
fosse divertito abbastanza a “impacchettarla”...
roba di pochi minuti pensava Liv… non sia mai la madre
fosse rientrata prima e l’avesse trovata conciata
in quel modo…
“Mi raccomando, non muoverti mentre vado a cambiarmi”
gli disse mentre andava nel suo appartamento
“Okay... io intanto preparo qui…”disse
con un sorrisetto che, se avesse avuto qualche annetto in
più,probabilmente avrebbe indotto l’avventata
Liv ad una maggiore cautela.
Toltasi il jeans e la maglietta e indossato l’ormai
mitico vinile che era rimasto per settimane nell’armadio,
rientrò frettolosamente nell’appartamento della
vicina, e qui se grande fu la meraviglia del piccolo Matthew
di trovarsi al cospetto della sua beniamina in tenuta d’azione,
altrettanto sorpresa fu lei di vedere che il bimbo pareva
davvero sapere il fatto suo,visto l’arsenale che aveva
disposto per “il gioco”: una sedia già
predisposta al centro della sua cameretta, tre corde, di
quelle che i bambini usano per saltare, che chissà
come mai aveva, un piccolo fazzoletto con cui verosimilmente
voleva “ammutolirla”, un rotolo di nastro adesivo
che però lei volle metterlo in guardia dal farsi
venire “strane idee”di appiccicarglielo sulla
bocca e una sciarpa…
“Accidenti, però…” disse sorpresa
“sembri davvero un rapitore in erba… quasi quasi
mi spaventi...”
”Siediti!” le disse con fare quasi autoritario.
“Okay…” rispose la reporter intrepida
che forse, però, stava peccando molto d’ingenuità
“allora, signor bandito…vediamo se riesci a
imprigionarmi”
“Cominciamo dai piedi”. Prese una delle tre
corde che avvolse intorno alle sue gambe… Ouch! Per
essere un novellino ci sa davvero fare, pensava… in
breve si trovò nell’assoluta impossibilità
di alzarsi senza dover saltellare…”come inizio
non c’è male..” disse, ormai coinvolta
in quel gioco che però poteva sfuggirle di mano quando
meno se lo aspettava. Un ormai disinibito Matthew passò,
con la seconda corda, a legarle i polsi dietro la schiena
“Ehi!” fece Liv “sei bravo, però…vacci
piano, eh?” e non era una battuta… il nodo che
le aveva fatto era quasi più duro di quello che aveva
fatto per i piedi. Con l’ultima corda fissò
il suo busto alla sedia, e così si trovò completamente
immobilizzata.
“Accidenti…” era davvero sorpresa. “Complimenti
davvero, piccolo… fossi un bandito vero mi preoccuperei”e
non scherzava, perché davvero non riusciva a muoversi.
Lui non rispose, fissandola con uno sguardo per la verità
un po’troppo intrigante per essere un bambino delle
scuole elementari…pareva una via di mezzo tra un’artista
soddisfatto di avere compiuto la sua opera ed un gatto pronto
a gettarsi su un topo in trappola..
“Beh” fece Liv, pensando che fosse soddisfatta
“ti è piaciuto, spero… adesso vuoi gentilmente
slegarmi?”
”Ma come? Guarda che non abbiamo ancora finito, Liv.
Non dimentichi qualcosa?”disse furbetto prendendo
in mano il fazzoletto e agitandoglielo con aria di sfida.
Per quanto si stesse divertendo, visto come l’aveva
legata stretta, sperava che si sarebbe accontentato solo
di legarla, e cercò di convincerlo a non andare oltre.
“Dai, liberami.. ci siamo divertiti abbastanza,no?”
”No. Ti voglio imbavagliare!”disse, quasi piagnucolando,
e avvicinandosi a lei…”dai, fammi contento,
zia Liv… non mi ero mai divertito così tanto….”;
e qui la nostra eroina commise l’errore fatale.. non
si era accorta che lui stava appallottando il fazzoletto
dietro la schiena, senza che se ne accorgesse…. lui
fu vicino alla sua figura legata, l’accarezzava moinoso
e lei, ormai alla sua totale mercè, sospirando, aprì
bocca per dire “e va bene…”, ma non riuscì
nemmeno ad arrivare alla seconda parola che il lesto ragazzino
le aveva ficcato il fazzoletto in bocca…Liv fu sorpresa
da questo colpo a tradimento, e prima che realizzasse quanto
stava accadendo e cercasse di sputare, Matthew afferrò
il rotolo di nastro adesivo e, con fare a dir poco “professionale”,
ne strappò un abbondante pezzo che fissò alle
sue labbra, sigillando il bavaglio… ormai, da divertita
e coinvolta che era, Liv era nel pallone più totale,
e prima che potesse avere un qualche minimo accenno di reazione,
il bambino ormai lanciatissimo volle mettere il tocco finale
alla sua opera, e afferrata la sciarpa, sebbene lei, mugolando,
stavolta assumendo anche un tono minaccioso, gli facesse
gesto di non farlo, gliela avvolse intorno alla nuca realizzando
così un micidiale, triplo bavaglio….
Se fino a pochi minuti fa lei era tutto sommato quasi divertita
dal gioco, adesso, col passare dei minuti, la situazione
era decisamente cambiata…. mugolando e imprecando
come quando si trovava in quelle situazioni perchè
“obbligata”dal suo lavoro, cercò di far
capire al ragazzino che forse era meglio smetterla di giocare,
che doveva liberarla.. invece, il ragazzino, sorridendo,
la guardò e disse “okay, zia Liv.. facciamo
come vuoi.” Finalmente..pensò…dai, liberami…
“Ora mi vado a guardare un po’di tv e intanto
tu cerchi di liberarti, ok?” NOOOOO!!!! mugolò
cercando di farglielo capire dal formidabile bavaglio che
le aveva infilato in bocca: slegami o saranno guai! Invece,
infilatosi il pigiama, Matthew uscì dalla sua stanza,
spegnendo anche la luce, come tocco finale..
Rimasta sola, Liv potè solo imprecare, naturalmente
in cuor suo, per la sua dabbenaggine…quel ragazzino
apparentemente docile e insignificante aveva davvero imparato
bene dai suoi articoli… fin troppo bene! Ma adesso
non era il tempo delle recriminazioni.. doveva assolutamente
liberarsi, non sia mai fosse rientrata la madre e l’avesse
trovata in quelle condizioni…. si agitò, si
dimenò, ma l’unico risultato che ottenne fu
quello di cadere con la sedia per terra, per fortuna senza
farsi molto male ma rimanendo comunque legata come un salame…
ormai aveva perso la cognizione del tempo e si sentiva allo
stremo delle forze… quando sentì la porta aprirsi,
la luce accendersi
“Miss Latexale! Ma che cosa ha combinato!” esclamò
Edna indignata.”E’così che bada a mio
figlio…. e io che mi ero tanto raccomandata….
mi stavo ricredendo su di lei, pensavo che fosse una brava
ragazza… e invece è davvero inaffidabile come
pensavo… le avevo chiesto solo di guardare un po’il
mio bambino”… bel bambino davvero che hai, pensava,
mentre la guardava tra l’iroso e il supplichevole..
dai,almeno tu slegami, forza!...”Ma come le è
saltato in mente di chiedere a mio figlio di legarla e imbavagliarla
per fare “pratica”per il suo lavoro….
queste sconcezze le faccia a casa sua, con i suoi amici…
non coinvolgendo un piccolo bambino indifeso che può
rimanere scioccato da certe cose!” Per come era lo
stato d’animo di Liv era meglio per Edna che rimanesse
legata, altrimenti avrebbe rischiato di venire strangolata
insieme al suo “angioletto”, che intanto si
era rifugiato dietro la porta e diceva “Io volevo
guardare i cartoni…. ma zia Liv ha voluto giocare
al bandito!”
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